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Paragrafo 3 . La Restaurazione in Francia.


La  Francia,  tornata ai Borbone con Luigi diciottesimo,  fratello  di
Luigi  sedicesimo, mantenne i confini del 1792, compresa la  citt  di
Avignone, ex possesso papale, perdendo solo una parte della Savoia, la
regione   della  Saar  (importante  bacino  carbonifero   attraversato
dall'omonimo  fiume,  tornato  alla  Prussia)  e  alcuni  possedimenti
coloniali,  tra  cui la base commerciale dell'isola di Santo  Domingo,
nelle Antille.
     Pur   non   volendo  penalizzarla  territorialmente,  le  potenze
vincitrici,  allo  scopo  di  prevenire  un  ulteriore  espansionismo,
circondarono  i suoi confini orientali e meridionali con una  barriera
di  stati  vecchi e nuovi, formata da: regno dei Paesi Bassi, composto
da   Olanda   e  Belgio;  Prussia;  vari  stati  della  Confederazione
germanica;  Confederazione  svizzera;  impero  d'Austria;   regno   di
Sardegna.
     Il   sistema  politico  francese,  dopo  alcuni  gravi  contrasti
iniziali tra bonapartisti, giacobini e monarchici reazionari,  assunse
i caratteri di una monarchia costituzionale moderata.
     
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     La  carta  costituzionale, concessa da Luigi diciottesimo  appena
salito  al  trono nel 1814, ripristinava alcuni elementi  fondamentali
del  vecchio  sistema politico: il tricolore era abolito e  sostituito
dalla  bandiera bianca con i gigli d'oro dei Borbone; al sovrano,  non
pi  "re  dei  Francesi" ma "di Francia e Navarra", era attribuito  il
comando delle forze armate, il potere esecutivo, quello di proporre  e
promulgare  le leggi, di nominare i ministri, i giudici e i funzionari
pubblici.
     La  Restaurazione, per, era temperata dalla presenza  di  alcune
importanti  novit: l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla  legge;
il libero accesso alle cariche civili e militari; la libert di culto,
nonostante  il  riconoscimento  del Cattolicesimo  come  religione  di
stato; una moderata libert di stampa, di parola e di associazione; il
riconoscimento  del  nuovo  assetto delle propriet,  comprese  quelle
derivanti   dalla  nazionalizzazione  e  dalla  vendita  delle   terre
ecclesiastiche e nobiliari.
     Il  parlamento poteva avanzare proposte di legge ed  era  formato
da una camera dei pari, nominati dal sovrano senza limite di numero, e
da   una  camera  dei  deputati,  eletti  ogni  cinque  anni  su   una
ristrettissima base censitaria.
     Per  lo  svolgimento  di  alcune importanti  funzioni  pubbliche,
furono conservate le innovazioni introdotte nei decenni precedenti: fu
mantenuto il codice napoleonico; il sistema amministrativo, basato sui
dipartimenti,  e  quello scolastico medio e superiore  rimasero  quasi
completamente  intatti;  molti funzionari  civili  e  militari  furono
lasciati al loro posto.
     La  Restaurazione  moderata  di Luigi diciottesimo  fu  duramente
ostacolata  dai  sostenitori di un ritorno all'assolutismo  integrale,
definiti "ultras", provenienti in gran parte dalla nobilt e dal clero
e presenti soprattutto nelle citt del sud e nelle campagne.
     Organizzati   in   societ   segrete,  gli   ultras   praticavano
un'opposizione violenta; sostenuti dallo stesso fratello  del  re,  il
conte  di  Artois,  essi ottennero una schiacciante  maggioranza  alle
prime  elezioni,  nell'agosto  del  1815.  La  Camera  cos  formatasi
costituiva  dunque  un  grosso ostacolo per l'opera  di  restaurazione
moderata  intrapresa dal sovrano, il quale, dopo un anno, la  sciolse.
Le  nuove  elezioni portarono alla formazione di una  Camera  con  una
maggioranza di deputati "costituzionali", cio favorevoli ai programmi
di  Luigi  diciottesimo, la cui base sociale era  l'alta  borghesia  e
l'aristocrazia moderata.
     Tra  i  sostenitori della carta costituzionale c'erano anche  gli
"indipendenti",  in  gran  parte membri della  media  borghesia  degli
imprenditori  e degli intellettuali, che chiedevano pi ampie  libert
politiche  e civili, una limitazione dei poteri del monarca,  una  pi
estesa e concreta partecipazione politica.
